Progetto DES.ART

E’ l’arte che contamina il design o viceversa?

DES.ART, mostra-evento organizzata nell’ottobre 2013 da Decormarmi in occasione dei 50 anni di attività dell’azienda, indaga il rapporto tra design e arte, i crossover e le contaminazioni reciproche.
Una dicotomia concettuale nella quale Decormarmi si identifica quotidianamente realizzando opere sospese tra arte e design sia da un punto di vista di pensiero creativo sia di tecnica esecutiva.

L’azienda diventa luogo dove le due discipline si incontrano e si riconoscono tessendo un dialogo fatto di concetti, visioni e pratiche che sono custoditi in ogni prodotto realizzato.
Il focus di DES.ART è un percorso espositivo di sei opere inedite in marmo di Carrara nate dalle matite del designer Enzo Berti e dell’artista Tobia Berti. In questi lavori, design e arte si fondono, ognuno assorbe le suggestioni dell’altro e le traduce con i propri codici esplorando nuove intenzioni estetiche.

Nei sei progetti sperimentali e nell’interpretazione produttiva di Decormarmi prendono forma i linguaggi formali emergenti della lavorazione del marmo non solo dal punto di vista di artista e designer ma anche di innovazione dei processi tecnologici mescolati a tecniche scultoree classiche tipiche dell’azienda.

Nodo sciolto

Tobia Berti

Mostra in tutto il suo essere il dinamismo e la flessibilità che l’anima di un corpo annodato e poi sciolto può esprimere, qualunque sia la sua materia e forma. La reazione alla libertà dopo la costrizione, fa sì che le forme non appartengano più né alla genetica del corpo né alle regole prospettiche, rendendo così indipendenti l’uno dall’altro i punti di visione dell’opera.

Trifoglio maschile

Tobia Berti

Un torso maschile che parte dal concetto della simmetria in natura, la base è un triangolo isoscele in cui sono organicamente scolpite le tre foglie che determinano la lettura di una forma diversa in ogni profilo della scultura.

Foglia femminile

Tobia Berti

Prende spunto dalla delicatezza strutturale della foglia. Le vibrazioni della superficie, le linee, la morbidezza diventano volume e sostanza fatte di marmo. Le torsioni, le pieghe e i profili si rafforzano nelle superfici marmoree levigate, assumendo un’identità naturale.

Genesi

Enzo Berti

La forma primordiale per eccellenza, l’uovo. Un uovo che nasconde al suo interno altre percezioni di vita, attraverso un’apertura regolare sulla sua superficie che flette delicatamente verso dentro, quasi ad indicarne l’essenza stessa contenuta. E’ nel contrasto del rosso lucido brillante che l’emozione interna si contrappone alla razionalità geometrica esteriore.

Transizioni

Enzo Berti

Esprime il concetto di continuità oltre ogni interruzione. Dove una forma perfettamente geometrica finisce, c’è un’altra forma che comincia; a volte è la forma stessa che continua attraverso l’evoluzione geometrica del proprio disegno. E’ una transizione vera e propria, come succede all’acqua, che assume la forma che ha il suo contenitore oppure attraverso il proprio percorso. Qui il colore verde lucido è il confine tra contenitore e contenuto, dove il contenitore è la mente di chi l’ha creato ed il contenuto è il naturale processo creativo che l’ha generata.

Grande osservatore

Enzo Berti

Un prolungamento dell’occhio umano, verso il cielo, come contatto ideale tra terra e universo. Due coni che si uniscono per il vertice, fondendosi in un unico progetto architettonico, dove al suo interno le figure umane possono alzare lo sguardo e incontrare la luce delle stelle. E’ nel blu totale della notte, ripreso anche nella superficie interna dell’opera, che la sensazione di collegamento con il cielo è assoluta.